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Fisascat data 19/12/2017

NEWS  

Da 4 anni senza contratto, scioperano il 22 dicembre i lavoratori della distribuzione moderna organizzata e cooperativa


A Foggia si terrĂ  un sit-in davanti alla Prefettura.

   In Capitanata, come in tutta Italia, il prossimo 22 dicembre, è prevista una giornata di mobilitazione sindacale dei lavoratori della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa. Lo sciopero, indetto congiuntamente dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, è finalizzato a sollecitare un avanzamento dei negoziati di rinnovo dei contratti nazionali di lavoro. A Foggia, le rappresentanze sindacali e tutti i lavoratori del settore interessati terranno un sit-in davanti alla Prefettura dalle ore dieci alle tredici.

“Oltre 500 addetti in provincia di Foggia e circa 300mila in tutta Italia – afferma Leonardo Piacquaddio, segretario generale della Fisascat Cisl di Foggia - sono in attesa da quattro anni della definizione del primo contratto nazionale di lavoro. Da quasi un anno sono in stallo i negoziati con l’associazione nazionale di settore Federdistribuzione che ha deciso unilateralmente, dal mese di luglio 2017, di erogare aumenti economici di gran lunga inferiori rispetto alle previsioni negoziali dei contratti nazionali di settore già rinnovati con le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti”. Per la Fisascat, “non è con le erogazioni unilaterali che si risolvono i problemi dei lavoratori della grande distribuzione, ma con contratti che danno regole comuni e strutturali alla categoria ed al settore. Gli atti unilaterali mortificano il ruolo del lavoro e non riconoscono dignità al contributo operoso che le lavoratrici ed i lavoratori danno quotidianamente all’impresa, spesso con prestazioni ad orari ed in giorni, spesso festivi e domenicali, sottratti alla vita sociale ed agli affetti familiari”.

I lavoratori del sistema distributivo Coop da quattro anni non possono “contare sui legittimi e sacrosanti aumenti salariali, che, invece, i loro colleghi dipendenti da imprese aderenti a Confcommercio ed a Confesercenti hanno avuto” rileva la Fisascat.  “Appare ingiustificato ed ingiusto che, per una pura visione ideologica del proprio ruolo negoziale – prosegue la Fisascat - le associazioni nazionali delle imprese cooperative si sottraggano ad un serio confronto di merito per rinnovare un contratto nazionale di lavoro alla categoria”; soprattutto per “chi afferma di essere un’impresa diversa dalle altre ed attenta al sociale, è molto grave negare proprio alle donne ed agli uomini, che quotidianamente operano per consolidare nell’economia e nel Paese un tale modello di impresa, il giusto compenso per il lavoro svolto”. Per la Fisascat, “è impensabile che il prezzo della crisi ricada esclusivamente sui lavoratori, per i quali non è più rinviabile il rinnovo dei contratti nazionali che sappiano definire aumenti salariali dignitosi, al passo dei rinnovi già siglati, ma anche rafforzare gli interventi riferiti al welfare integrativo, esperienza consolidata e positiva per tutti i settori del terziario privato.







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